CONVERSIONE CONTINUA
II Domenica di Avvento

Dal Vangelo secondo Matteo (3,1-12) Vai al Vangelo

RIFLESSIONE

Un gruppo va a farsi battezzare…
Questo acquista un rilievo speciale nel racconto evangelico di oggi: sono i farisei e i sadducei, insieme agli scribi e ai sommi sacerdoti. Sono tutti quelli che ai tempi di Gesù costituiscono il gruppo dirigente del popolo. I primi due hanno la presunzione di avere Abramo come loro padre e questo pensano che possa bastare come sicurezza e idoneità davanti a Dio, visto che possono considerarsi migliori del popolo che non conosce la legge.

A questa posizione, però, pensano di aggiungere anche una seconda sicurezza: il battesimo del profeta che il popolo venera come uomo di Dio. Giovanni, però, li maschera apertamente apostrofandoli con durezza: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di  poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione…».
Spesso anche noi siamo insidiati dal rischio della sicurezza farisaica: credendo di far parte di una élite già entrata in possesso della salvezza, a motivo dei nostri sentimenti religiosi, dell’adempimento domenicale, delle opere buone… dimentichiamo di aver fatto l’opzione fondamentale in Cristo Gesù. Facciamo i cristiani evitando di esserlo. Crediamo che nel fare del bene – che sicuramente è cosa buona e giusta – ci meritiamo e ci è dovuta la salvezza di Dio.
Carissimi non dimentichiamo mai che la salvezza è sempre grazia, dono gratuito di Dio che scaturisce dal suo cuore misericordioso. La falsa sicurezza delle “caste/gruppi” non vale davanti a Dio. Se la fede e la conversione non influenzano la nostra vita nel posto dove siamo, o non modificano il nostro atteggiamento davanti ai diversi aspetti della vita come le relazioni, il lavoro, gli affetti, il denaro… non mostreremo mai questi frutti.
La regola d’oro resta sempre che, se anche siamo della o nella Gifra, abbiamo bisogno anche noi della conversione continua per aprire la strada al Signore che viene. Il Vangelo ci ricorda di fare un frutto degno di conversione non tanti, ma “uno solo” forse proprio quello che ci concede in questo Avvento di poterlo celebrare come il primo, l’ultimo e l’unico per incontrare veramente Gesù nostra speranza.


Preghiamo

Dio dei viventi, suscita in noi il desiderio di una vera conversione, perché rinnovati dal tuo Santo Spirito sappiamo attuare in ogni rapporto umano la giustizia, la mitezza e la pace, che l’incarnazione del tuo Verbo ha fatto germogliare sulla nostra terra.


fra Francesco Maria D'Incecco OFMCap, Assistente Nazionale Gioventù Francescana d'Italia


foto: André-Pierre du Plessis / flickr.com

 

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