GUARDA E LASCIATI GUARDARE

V settimana del T. O.


Dal vangelo di Luca (5,1-11) Vai al Vangelo


RIFLESSIONE

Gesù prende l'iniziativa ed entra in una delle barche che era di Simone, a Gesù interessa stabilire un rapporto con Simone, entrare nella barca significa entrare nel suo mondo. Gesù vuole stabilire una relazione con ciascuno di noi, entrare nel nostro mondo. Gesù prima entra nella sua barca e poi gliela domanda...

A prima vista può sembrare che qualcosa non funzioni. Prima entri poi chiedi? Gesù fa il primo passo perché noi non lo facciamo, ci teniamo continuamente alle debite distanze da Lui, siamo presi dalle nostre cose, siamo nel nostro mondo, cerchiamo di non lasciarci toccare più di tanto dalle parole di Gesù... sappiamo già che ci chiederà qualcosa... Non temere: Gesù chiede con discrezione, propone, non impone. Inizierà sempre il discorso con un: «vuoi?»  Gesù infatti prega Simone, che strano ci aspetteremmo il contrario, invece...

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LA PROFEZIA DEL PROSSIMO

IV settimana del T. O.


Dal vangelo di Luca (4,21-30) Vai al Vangelo


RIFLESSIONE

Non è costui il figlio di Giuseppe? Non è troppo normale troppo semplice per essere un profeta? Il rischio di catalogare gli altri c'è, ma soprattutto c'è il rischio di non accogliere la Parola di Dio perché chi ce la porta è chi conosciamo da sempre, è la persona di cui abbiamo fatto l'abitudine. Come è scandaloso pensare che a parlarci di Dio possa essere l'amico dell'infanzia che magari nel frattempo è diventato prete, oppure l'autista del bus che incontriamo ogni mattina... La profezia è vicina di casa non andiamo a cercarla chi sa dove... É nella nostra famiglia, nella nostra comunità, la profezia non ha bisogno di qualcosa di straordinario. Proprio la persona che conosco così bene porta in sé un pezzetto di Dio che forse finora non sono riuscito a vedere. Per Francesco d'Assisi sia la superbia che l'invidia ci precludono la possibilità di incontrare il Signore. Non è costui il figlio di Giuseppe? Se mi sento superiore al fratello o provo invidia per quello che il Signore dice e fa tramite lui sono lontano anni luce dall'incontro con Gesù il figlio del falegname. Viene in mente un'altra domanda del Vangelo... Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono? Anche chi

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«VERI FRATI MINORI»

san Berardo e compagni
protomartiri francescani

Dal vangelo di Matteo (10,16--22) Vai al Vangelo


RIFLESSIONE


L’Ordine dei Frati Minori, il 16 Gennaio, festeggia i confratelli che per primi versarono il loro sangue per Cristo: i primi missionari, inviati da san Francesco nella terra dei Saraceni. Berardo, Pietro, Ottone sacerdoti e Adiuto e Accursio frati laici, provenienti da località adiacenti alla città di Terni e tra i primi ad abbracciare la vita minoritica.

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«TU SEI MIO FIGLIO...»

Battesimo di Gesù (Anno C)

Dal vangelo di Luca (3,15-16. 21-22) Vai al Vangelo

RIFLESSIONE

Il Battesimo del Signore segna un passaggio nell’anno liturgico: si passa dal tempo di Natale a quello Ordinario, dal tempo che ci ha offerto spunti per vivere in modo fruttuoso il Natale del Signore al tempo in cui siamo chiamati nella nostra vita ordinaria a vivere la sequela del Signore ed annunciarlo ad ogni creatura. Il Vangelo che andiamo a leggere questa domenica segna la conclusione della vita nella casa famigliare di Gesù e l’inizio di quella pubblica. Siamo giunti alla pienezza dei tempi in cui il Figlio di Dio, colmo di Spirito Santo è pronto per la 

missione di annunciare il Regno di Dio, la salvezza all’uomo che fin dalle origini lo attendeva. «Il popolo era in attesa» sottolinea l’evangelista Luca, pronto ad accogliere il Messia. Tale prontezza è accompagnata dalla domanda: forse Giovanni è il Cristo che attendiamo? La sete del popolo espressa in questa perplessità non trova risposte se non in un umile atteggiamento che il Precursore del Messia dimostra mettendosi da parte e indicando Gesù come colui che «battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Così Giovanni dà prova in modo concreto che la profezia si è compita. Lui ha preparato al Signore il popolo ben disposto, con lo Spirito Santo e la potenza di Elia (Cfr. Lc 1,17). La missione di Giovanni è compita, il popolo è chiamato a seguire Gesù. Tutto il dubitare del popolo si dissolve nella voce del Padre: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Lc 3,22).

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49° GIORNATA MONDIALE PER LA PACE
"Vinci l’indifferenza e conquista la Pace"


Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona!
All’inizio del nuovo anno, vorrei accompagnare con questo mio profondo convincimento gli auguri di abbondanti benedizioni e di pace, nel segno della speranza, per il futuro di ogni uomo e ogni donna, di ogni famiglia, popolo e nazione del mondo, come pure dei Capi di Stato e di Governo e dei Responsabili delle religioni. Non perdiamo, infatti, la speranza che il 2016 ci veda tutti fermamente e fiduciosamente impegnati, a diversi livelli, a realizzare la giustizia e operare per la pace. Sì, quest’ultima è dono di Dio e opera degli uomini. La pace è dono di Dio, ma affidato a tutti gli uomini e a tutte le donne, che sono chiamati a realizzarlo.
Dal Messaggio per la XLIX Giornata Mondiale della Pace di Papa Francesco

 

 Circolare Nazionale Locandina Momento di Preghiera

 

BUON NATALE
 

Un augurio da ogni parte di Italia, in questo Natale 2015, che nasce dal battito di ogni cuore e dal battito di......MANO.
Ecco un piccolo pensiero in questo tempo di Natale realizzato grazie alla collaborazione di tutti.
Un grazie a chi lo ha realizzato, anche contro le intemperie multimediali, e uno "scusa" a chi pur mandando il video non lo troverà in quanto il formato dello stesso era irrimediabilmente danneggiato, ma siamo certi che questi 6 minuti non sarebbero comunque bastati a rappresentare la bellezza del nostro cammino e la gioia di essere "insieme", ma volevano essere unicamente l'opportunità di provare a gioire per la nascita di Cristo in un modo nuovo e che racchiudesse il cuore (e le mani) di ogni francescano (frati, sorelle clarisse, Araldini, Gifirini e Francescani Secolari) della nostra splendida Nazione. 
Auguri di vero cuore a tutti.

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LA PAZIENZA DELL'ATTESA

 Maria Santissima Madre di Dio (Anno C)

Dal vangelo di Luca (2,16-21) Vai al Vangelo

RIFLESSIONE

Numerose circostanze convergono nella liturgia di oggi: il persistente clima natalizio, l’inizio di un nuovo anno, la festa della Maternità divina di Maria e la giornata mondiale della pace.

Maria e i Pastori possono dirci come va affrontato e vissuto questo nuovo anno, dal momento che vivere il tempo è insieme un’arte, un esercizio e un dovere. Essi nel Vangelo, con il loro modo di vivere quel primo NATALE e con il loro modo di fare ci dicono quale deve essere lo stile di vita del cristiano, se vuole che il tempo che il buon Dio ci dona (il nuovo anno) venga vissuto nell’orizzonte cristiano.

«Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore»: ciò che le è capitato cattura l’attenzione e la partecipazione di Maria. Di qui l’invito rivolto a noi a stare nella storia, ad abitare il nostro tempo e le nostre relazioni in maniera responsabile, considerando gli eventi come altrettanti appelli di Dio.

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IL NATALE DELLA MISERICORDIA

NATALE DEL SIGNORE (Anno C)

Dal vangelo di Luca (2,1-14) Vai al Vangelo

RIFLESSIONE

Cari fratelli, “Il Signore vi dia Pace!”

L’apostolo Paolo, scrivendo a Tito, gli ricorda il senso della venuta di Gesù: «Si è manifestata la grazia/misericordia di Dio, che porta la salvezza a tutti gli uomini e continua a insegnarci a rinnegare l’empietà e le passioni del mondo, per vivere con moderazione, giustizia e vera religiosità nel presente, nell’attesa della beata speranza, cioè della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo». (Tito 2, 11-13)

Paolo ci ricorda che il Mistero del Dio fatto Carne, la sua umanità è il luogo della presenza di Dio. E’ questa la verità del Natale, che è donata a tutti gli uomini, come annunciato dagli Angeli ai pastori di Betlemme.

Natale è incontro con Dio, è Lui che viene verso di noi,… ha mandato il suo Figlio in mezzo a noi e il suo Spirito in noi, per trasformare il nostro stile di vita e la nostra mentalità.

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APPARTENGO DUNQUE SCELGO

SANTA FAMIGIA DI GESU' (Anno C)

Dal vangelo di Luca (2,41-52) Vai al Vangelo

RIFLESSIONE

C’è angoscia e angoscia.

«Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». La vita, anche alla famiglia di Nazareth – la più santa delle famiglie –, non risparmia nulla! Dopo l’angoscia di un annuncio celeste con la promessa che una vergine sarà madre … e madre di Dio; dopo l’angoscia dell’appressarsi del giorno del parto mentre ancora i due non erano arrivati a destinazione … e la conseguente nascita del divino Bambino, nella povertà; dopo l’angoscia suscitata dal temerario Erode … e la fuga in Egitto; ci mancava ancora un’altra angoscia: Gesù non è nella comitiva, non è tra quelli che ritornano a casa!

Sarà il compimento del tempo – i fatidici «tre giorni» che ricorrono nella Scrittura a rammentare il momento dell’intervento di Dio a favore di qualcuno – a ‘ridonare’ a Maria e a Giuseppe la presenza del Figlio: insubordinazione o presa di posizione?

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DESIDERIO DI COMUNICARE

IV Domenica di avvento (Anno C)

Dal vangelo di Luca (1,39-45) Vai al Vangelo

RIFLESSIONE

A pochi giorni dal Natale, la liturgia ci aiuta a mettere a fuoco con quale atteggiamento siamo invitati a celebrare il mistero dell’Incarnazione. L’incontro tra Maria ed Elisabetta in quella casa di Ayn Karim, è un’icona di come vivere questo Natale ormai alle porte.

Due donne, segno per eccellenza dell’impossibilità umana (una, vergine, l’altra, sterile), insegnano l’arte dello stupore: non smettere di stupirti della vita perché essa è sempre oltre ciò che riusciamo a immaginarci, perché la sua sorgente non è in noi ma nel Signore. Dio può fa sorgere figli di Abramo anche dalle pietre.

Da Maria impariamo cosa significhi accogliere la Parola di Dio: vuol dire lasciarsi trasformare, lasciarsi sorprendere, accogliere la sfida di un percorso e l’incognita di un incontro. «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

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