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Pasqua
Santa Pasqua 2008

"“Fratelli, non sapete che un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta?
Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!
Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio,
né con lievito di malizia e di perversità,
ma con azzimi di sincerità e di verità.”.
(1 Cor 5, 6-8)

Carissimi sorelle e fratelli,
accogliamo l’esortazione di San Paolo e facciamola nostra: nessuno più creda di non aver ricevuto nulla, né di non poter offrire nulla; nessuno più pensi di non essere amato, né di non poter amare. Un nuovo santo giorno di Salvezza è spuntato per noi: l’Amore si dona tutto per salvarci tutti!

Con immenso affetto fraterno, giungano a Voi e alle Vostre famiglie, gli auguri più cari di una Santa Pasqua di Resurrezione!

Maura, Fabio, Alberto, Michele,
Davide, Valentina, Alessandro, Enzo, Riccardo,
Fra’ GianBattista, Fra’ Salvatore, Fra’ Roberto.

Domenica delle Palme

È come una domenica a due facce, quella delle Palme, che precede la Pasqua. Ha un suo aspetto gioioso nella prima parte, celebrando l'ingresso di Gesù, trionfante, in Gerusalemme. Tutti acclamano al profeta, al figlio di David. La scena cambia però rapidamente con la lettura del racconto della passione di Matteo. Agli "osanna" seguono di poco i "crucifige".

QUESTI È IL PROFETA. Un giorno i discepoli rimproverarono i bambini che gridavano, attorno a Gesù, dichiarandolo Figlio di Dio. A sua volta Gesù, riprese gli apostoli dicendo: lasciateli fare, perché se loro tacessero, griderebbero le pietre. Prima di andare a morire per noi sulla croce, Gesù ha ricevuto questa bella testimonianza da parte dei bambini. Loro, per primi, nella loro innocenza e semplicità, l'hanno riconosciuto e acclamato come il profeta, anzi come Figlio di Dio. Sono i semplici che hanno, immediatamente, queste intuizioni. Forse per questo, si può dire che le chiese sono più affollate alle Palme, che non il giorno di Pasqua. Sono i bambini che trascinano parenti e genitori per agitare le palme e gli ulivi, per proclamare insieme: "Questi è il profeta Gesù". Una dichiarazione esplicita di fede, che non dovrebbe limitarsi ad essere pronunciata in questa domenica, nelle chiese. Dovrebbe essere quasi l'ideale delle nostre famiglie: guardare a Cristo, l'inviato di Dio, per avere in lui una guida sicura e un modello di vita.

L'UMANITÀ DAVANTI ALLA CROCE. La lettura attenta del racconto della Passione potrebbe anche sostituire una buona omelia. In quel racconto si trova la storia del mondo e di ogni uomo. Nella cena pasquale, Gesù celebra il mistero della continua permanenza in mezzo al suo popolo. Nella sua agonia si rivela la completa accettazione della volontà del Padre. Nell'arresto, Gesù ribadisce la sua scelta appassionata per il perdono e la non violenza. Il processo giudaico è dominato dall'ultima grande rivelazione di Gesù davanti al suo popolo. "Vedrete il figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo". Il processo romano svela l'indifferenza dei pagani e l'ingiustizia dei Cesari, mentre la crocifissione sancisce l'estrema crudeltà e il disprezzo per l'uomo. Sfila davanti alla croce l'umanità che bestemmia, sfila il cosmo con le sue tenebre (terremoto e oscurità), sfilano i nuovi credenti, come il centurione, sfila l'umanità nuova, liberata da Cristo, poiché si aprono anche i sepolcri e il velo del tempio viene squarciato.

SEGUIRE CRISTO NEL DONO DI SÉ. Don Nicola, il fratello di Calipari, l'agente del Sismi, che ha dato la sua vita per salvare quella di una giornalista, ha detto ai funerali che suo fratello aveva seguito la strada del dono di sé per gli altri. La via che Cristo ha indicato per tutti, dicendo che "non c'è amore più grande di chi dà la vita per il proprio fratello". Così lui ha fatto sulla croce per la nostra salvezza. Non ha voluto scendere dalla croce, per seguire sino in fondo la volontà del Padre, come vittima di tante ingiustizie e dei nostri peccati. Ci ha insegnato che la sofferenza è preziosa, misteriosamente, davanti agli occhi di Dio, poiché il Figlio ha scelto di soffrire per noi. È stato crocifisso ingiustamente, come avviene ancora oggi, per tanti "crocifissi" che soffrono ingiustamente. La Chiesa, come Cristo, continua ad essere dalla parte di questi nuovi crocifissi, umiliati, deboli, oppressi. Una Chiesa vicina a milioni di uomini e di donne, soprattutto di bambini, che non hanno il necessario per vivere, in un mondo opulente e benestante. Noi cristiani, per primi, gloriandoci della croce di Gesù, dovremmo essere concretamente solidali con questi nostri fratelli.

Don Carlo Caviglione

Quaresima 2008
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
Quaresima 2008

"Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9)

Cari fratelli e sorelle!

1. Ogni anno, la Quaresima ci offre una provvidenziale occasione per approfondire il senso e il valore del nostro essere cristiani, e ci stimola a riscoprire la misericordia di Dio perché diventiamo, a nostra volta, più misericordiosi verso i fratelli. Nel tempo quaresimale la Chiesa si preoccupa di proporre alcuni specifici impegni che accompagnino concretamente i fedeli in questo processo di rinnovamento interiore: essi sono la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Quest’anno, nel consueto Messaggio quaresimale, desidero soffermarmi a riflettere sulla pratica dell’elemosina, che rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall’attaccamento ai beni terreni. Quanto sia forte la suggestione delle ricchezze materiali, e quanto netta debba essere la nostra decisione di non idolatrarle, lo afferma Gesù in maniera perentoria: “Non potete servire a Dio e al denaro” (Lc 16,13). L’elemosina ci aiuta a vincere questa costante tentazione, educandoci a venire incontro alle necessità del prossimo e a condividere con gli altri quanto per bontà divina possediamo. A questo mirano le collette speciali a favore dei poveri, che in Quaresima vengono promosse in molte parti del mondo. In tal modo, alla purificazione interiore si aggiunge un gesto di comunione ecclesiale, secondo quanto avveniva già nella Chiesa primitiva. San Paolo ne parla nelle sue Lettere a proposito della colletta a favore della comunità di Gerusalemme... Leggi tutto

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E' online la seconda circolare nazionale dell'anno 2007-2008 (Febbraio 2008) a cura della Commissione Nazionale Araldini! All'interno le informazioni per il corso per Animatori Araldini.
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